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Prodotti

I prodotti di Pasqua: le carni Marchi

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Tra un paio di settimane è Pasqua e nell’assortimento abbiamo solo l’imbarazzo della scelta per chi vuole rendere il menu pasquale un percorso gustativo di qualità.

Ecco le referenze carnee che potete acquistare scrivendo a info@marchispa.com o, se siete già nostri clienti, contattando il vostro agente di riferimento. Sono tutti prodotti selezionati con rigore e acquistati da fornitori fidati… come sempre!

  • Agnello: cosce, carrè, carrè scalzato, stinchi, braciole porzionate
  • Capretto francese: intero o porzionato

A voi la scelta se proporli in ricette tradizionali o se lanciarvi in qualche intrigante “rilettura” pasquale.
Se volete condividere le vostre ricette e il vostro menu scrivete a info@marchispa.com.

L’Asiago Stravecchio

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Diciamocelo: è uno degli orgogli della produzione casearia veneta. La sua buona fama è diffusa però, ovviamente, oltre che sul suolo regionale, anche al di fuori. Si tratta di un prodotto d’eccellenza, che quando arriva a tavola, sfilando da solo o come ingrediente di qualche piatto, regala sempre una piacevole esperienza gastronomica.

La produzione
Si tratta di formaggio antico, d’Allevo, che racchiude storia, tradizione e dedizione alla qualità. La zona di produzione è l’Altopiano dei Sette Comuni, in provincia di Vicenza; nello specifico, gli storici comuni in cui si produce sono: Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo. È ottenuto da latte crudo, raccolto da vacche quali la Rendena, la Burlina e la Frisona. Il processo produttivo – che porta ogni hanno alla realizzazione di pochissime forme – è lungo, e viene realizzato da malgari esperti, che si affidano esclusivamente a pratiche e metodi tradizionali. Una volta prodotto, segue un periodo di  stagionatura di almeno 18 mesi in ambiente naturale. Il miglior periodo di produzione è da considerarsi tra i mesi di giugno e settembre. È Presidio SlowFood.

Le caratteristiche
L’Asiago Stravecchio si presenta di forma cilindrica a scalzo basso ed ha un peso medio tra gli 8 e gli 11 kg. La pasta è compatta, sfoggia un’occhiatura sparsa di piccola e media grandezza, e il suo colore è tendenzialmente sulle note del giallo paglierino. Il sapore dolce, che si riscontra nelle forme di Asiago più giovani, qui vira verso note piccanti man mano che si procede con l’invecchiamento.

Come proporlo
Lo Stravecchio” ha caratteristiche organolettiche uniche: una straordinaria complessità di gusti e aromi in perfetto equilibrio tra loro, che vanno dal dolce al pungente, con piacevoli sentori di nocciola tostata, pane tostato e frutta matura. Si può gustare in purezza, servito al tagliere, magari accompagnato da mostarda o sopressa vicentina, oppure si può impiegare come ingrediente in piatti della cucina locale, come risotti, paste fresche e fondute.

Per maggiori informazioni contatta la nostra  area commerciale!

Foto tratta da formaggio.it

Lo Scampo congelato a bordo

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Assomiglia a un piccolo astice o a un grosso gambero, e non è una piccola aragosta. È diffuso soprattutto nelle coste dell’Atlantico. Il suo colore vira, a seconda della specie, dal bianco al grigio, mantenendosi su eleganti tonalità rosate. Le sue carni sono apprezzatissime perché estremamente delicate, sia nel sapore che nella consistenza.
Insomma, anche se non avessimo inserito il titolo in questo post avrete capito che oggi vi parliamo di…  scampo!

Noi acquistiamo quello congelato a bordo dall’Irlanda, vicina alle più ricche zone di pesca degli scampi. Come per ogni referenza, giustifichiamo la scelta di questo prodotto spiegandovi l’origine e, infine, vi forniamo qualche informazione utile per l’impiego in cucina.

Il Prodotto
Perché scegliamo lo scampo congelato a bordo? In tanti (ma non tutti) sanno che il freddo non ha un effetto sanificante, ovvero non uccide i microrganismi. Questi, alcuni dei quali molto pericolosi, rimangono vivi e vitali e riprendono la loro attività moltiplicativa non appena la temperatura viene portata a valori più elevati. Ecco perché un ottimo prodotto congelato o surgelato è quello in cui la catena del freddo inizia subito, direttamente a bordo dei pescherecci, e non viene in alcun modo interrotta fino al momento della vendita.
Inoltre, ci teniamo a dirvi che un indicatore di qualità per i pesci congelati è la glassatura: si tratta di una patina di ghiaccio visibile sulla superficie dei prodotti. Essa indica che è avvenuta aspersione di acqua potabile sui prodotti per ripararli dalla disidratazione e dall’ossidazione a basse temperature.

In cucina
Se presentato a tavola, crudo o cotto, da solo, nel risotto e con la pasta, il successo con i commensali quando c’è lo scampo è garantito. È adatto a gran parte delle ricette con i crostacei, a patto che valorizzino e rispettino il suo delicato sapore. È dunque buona regola evitare lunghi tempi di cottura; si può far bollire 3-5 minuti, cuocere al vapore, oppure alla griglia 3 minuti per lato.

Diciamolo, in questo periodo in particolare, di grande movimentazione per il Cenone della Vigilia, questo è un prodotto che vi può davvero aiutare: lo acquistate prima, lo conservate,  lo scongelate con cura il giorno stesso, e lo utilizzate nelle vostre ricette!

Il nostro Salmone Norvegese

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Se diciamo “pesce” a Dicembre l’associazione non può che scattare immediata: è il mese del Salmone!
Il nostro lo acquistiamo dalla Norvegia, ce lo facciamo arrivare di ben 3 tipologie: fresco, gelo, e affumicato.

Il salmone norvegese
Perché scegliamo proprio il salmone norvegese? I mari della Norvegia offrono un ambiente ideale per questa specie ittica: ovvero i fiordi, con le loro acque profonde caratterizzate da forti correnti che rendono l’acqua pulita e cristallina. Qui il salmone norvegese si riproduce, cresce, fino a diventare un pesce dalla carne solida, compatta, dal gusto inconfondibile, e raggiungere un considerevole valore nutritivo. Inoltre, gli elevati standard qualitativi mantenuti dal settore norvegese della pesca, sanciti da rigidi criteri di sicurezza, garantiscono il miglior ciclo di vita di questo prodotto, dalla schiusa delle uova fino all’età adulta, e costituiscono per noi un elemento di assoluta importanza in fase di scelta.

In cucina
Il salmone è un pesce estremamente versatile. Oggi è sempre più diffuso il servizio “a crudo”, che si affianca a tantissime altre modalità di preparazione: lesso, grigliato, bollito, cotto al forno, affumicato e marinato. È un habitué in tantissimi piatti di cucina internazionale, quali sushi e sashimi, ma lo si ritrova anche come pietanza delle festività natalizie nelle tavole di tutto il nostro paese.
Quello affumicato si accompagna solitamente a capperi e cipolle finemente affettate, ma è consigliabile rispettarne il sapore evitando eccessive elaborazioni. In qualsiasi momento dell’anno può diventare il valore aggiunto di sandwich, insalate, frittate, condimenti per pasta, spume e torte salate, oppure ingrediente per uno sfizioso antipasto, come nella ricetta che vi abbiamo proposto qui.
Ricordiamo che, trattandosi di un pesce semi-grasso, irrancidisce velocemente: se non lo acquistate gelo, conservatelo in frigorifero per al massimo 3 giorni.

Il Bastardo del Grappa

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Tra i nostri fornitori di fiducia c’è il Centro Veneto Formaggi, una solida realtà regionale che raccoglie, stagiona ed affina i formaggi più peculiari e tradizionali del veneto. Da loro ci riforniamo di tante e preziosissime forme, tra cui il Bastardo del Grappa: uno dei prodotti più tradizionali e rappresentativi degli alpeggi del Massiccio del Grappa.

In passato la pratica casearia era molto diffusa su tutta l’area Pedemontana del Grappa.
Nelle malghe la produzione del formaggio non avveniva ad opera di casari professionisti, bensì era tramandata di padre in figlio, di generazione in generazione.
Il Morlacco (di cui abbiamo parlato qui) era il prodotto più ricorrente, ma quando il latte mutava le sue caratteristiche con l’avanzare della bella stagione (ricordiamo che le erbe al pascolo virano in sentori e profumi) i casari iniziavano a produrre forme con caratteristiche diverse, traendo ispirazione anche dai noti formaggi Asiago e Montasio. Ecco, da qui, si è costituita una ricetta “ibrida”, e variabile, in cui si fondono esperienze e tecniche casearie diverse: da qui nasce il “Bastardo”.

La preparazione tradizionale prevede che il latte venga raccolto la sera e lasciato riposare al fresco per tutta la notte. Il giorno seguente viene scremato e unito al latte del la mungitura del mattino. Talvolta viene aggiunta anche una parte di latte di capra. Si procede poi con le fasi di produzione, e una volta ottenuta la forma, questa si lascia riposare in un locale detto “cason del fogo” per 2-3 giorni, fin quando la pasta assume una consistenza morbida. La salatura avviene in salamoia, per 4-5 giorni, così da non alterare il suo sapore dolce e leggermente aromatico. La maturazione, infine, avviene per un minimo di quattro mesi.

Ingredienti
Latte vaccino, fermenti lattici, sale, caglio, lisozima. Crosta non edibile.

Come riconoscerlo
È un formaggio a pasta semicotta di colore chiaro tendente al paglierino, con occhiatura sparsa e di piccole dimensioni, crosta ruvida e consistente. ha un sapore intenso, gradevole e mai piccante.

 

Per informazioni e acquisti rivolgetevi al nostro comparto commerciale

Da Cosmofood, grazie di cuore

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Siete venuti in tanti, tantissimi, a trovarci a Cosmofood 2017.
Pensate, in queste quattro intensissime giornate di fiera abbiamo raggiunto nel nostro stand, tra clienti e professionisti del settore, quota 700 coperti. E questo per noi è davvero un grande risultato.

Ma al di là dei numeri, ciò che più ci interessa è avervi potuti incontrare uno ad uno, e aver potuto dedicare le giuste attenzioni e il giusto spazio a prodotti di assoluta eccellenza. Insieme abbiamo assaggiato tante pietanze forniteci dai nostri partner (che vi elenchiamo in calce), apprezzato la funzionalità di innovative attrezzature per la cucina, goduto della bravura e della simpatia dello chef  Gaetano Ragunì e del suo efficientissimo staff, degustato le buonissime pizze di Gianni Calaon Campione Mondiale della pizza in pala, e brindato a dovere con le ottime bollicine di Tenuta Villa Sandi.

Questa presenza in fiera rappresenta per l’azienda Marchi e per il suo organico un punto di partenza per affermare una grande (e raggiungibilissima) ambizione:

Vogliamo rendere felici i clienti dei nostri clienti!

 

Azove Carni    www.azove.it

Surgital    www.surgital.it

Orogel     www.orogel.it

Davigel www.davigel.it

Latteria Montanari   www.latteriamontanari.it

Cirio Alta Cucina  www.cirio.it

Olis Ali   www.olis.it

Debic.com   www.debic.com

Sopas   www.sopascarni.com

F.lli Guerriero  www.guerrierosrl.it

Villa Sandi   www.villasandi.it

 

Il Morlacco

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Tra i nostri fornitori di fiducia c’è il Centro Veneto Formaggi, una solida realtà regionale che raccoglie, stagiona ed affina i formaggi più peculiari e tradizionali del veneto. Da loro ci riforniamo di tante e preziosissime forme, tra cui il Morlacco: il prodotto più tradizionale e rappresentativo degli alpeggi del massiccio del Grappa.

La origini di questo formaggio sono davvero antichissime. Pensate,  esistono testimonianze letterarie di fine ‘400.
Bisogna risalire alla Morlacchia, antica regione balcanica, corrispondente nell’odierna Dalmazia, e citare il popolo di boscaioli e carbonai, originari del Mar Caspio, che arrivò sul massiccio del Grappa al tempo della Serenissima.
Sono loro che diedero inizio alla pratica di produzione del Morlach (o Burlach), il cui nome è di puro riferimento alla razza di vacca da cui veniva raccolto il latte: la Burlina.

Se in passato il Morlacco era considerato un “sottoprodotto” del burro, nel corso degli anni, la rivalutazione di questo formaggi è stata più che notevole. E, soprattutto, meritatissima.
Stiamo parlando di un prodotto dalle caratteristiche uniche, che con la stagionatura acquisisce una piacevole sapidità, sapori e profumi decisi e persistenti. Può essere consumato sia fresco che stagionato, ma il miglior profilo organolettico lo raggiunge dopo i 30/45 giorni di stagionatura.
Nelle malghe del Massiccio viene ancora prodotto con metodo tradizionale durante la stagione dell’alpeggio.
La “riscoperta” del Morlacco ha reso però necessario un’estensione dell’area di produzione fino ai caseifici a valle, spesso utilizzando latte crudo per esaltare la semplicità dei sapori che lo contraddistingue. Qui le metodiche di lavorazione sono state razionalizzate ma il risultato della produzione ha mantenuto lo stesso che ne fa un elemento cardine, della migliore tradizione gastronomica della Pedemontana del Grappa e dell’intera marca trevigiana. Ed ecco che oggi lo si ritrova nei migliori carrelli di formaggi, come nelle ricette di chef e come prodotto di consumo comune.

Ingredienti
Latte vaccino, sale, caglio, fermenti lattici. Crosta non edibile.

Come riconoscerlo
È un formaggio a pasta molle con lieve occhiatura di colore bianco, crosta elastica dal caratteristico aspetto puntinato sulle facce e rigato sullo scalzo.

Per informazioni e acquisti rivolgetevi al nostro comparto commerciale

Le Verdure Orogel

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Fresche, buone, dal campo, e pronte per l’utilizzo in cucina.
Sono le verdure surgelate Orogel: piccoli grandi aiuti per chef, cuochi e casalinghe alla costante ricerca della qualità e naturalità nel mondo dei vegetali.

Iniziamo ponendovi una domanda: lo sapete quanto può essere buono e sicuro un prodotto surgelato?
Se avete qualche dubbio questo approfondimento vi potrà dare qualche indicazione in merito…
Sì perché qui vi parliamo della filosofia e dei prodotti di Orogel, azienda leader nel mondo dei surgelati, che da sempre pone al centro del suo sistema la qualità. Delle materie prime, della loro lavorazione, conservazione e distribuzione.

Basti pensare che Orogel, che ha sede a Cesena, è costituita da una cooperativa di oltre 1.800 soci produttori sparsi in tutta lo Stivale. Questi coltivano ogni giorno le proprie terre rispettando rigidi criteri comuni e sottoponendosi periodicamente a controlli miratissimi.
Prima di giungere nelle cucine dei ristoranti o delle mense, o nelle case degli italiani, i prodotti Orogel vengono seguiti e garantiti passo passo, per tutto il loro ciclo di vita. Ogni fase del ciclo produttivo è monitorata attentamente, dalla semina alla raccolta, dalla lavorazione alla distribuzione.

Con questo sistema Orogel riesce ad offrire al settore ho.re.ca e alla GDO una gamma ricca e completa di prodotti ortofrutticoli di altissima qualità, i cui tempi di preparazione sono ridotti ai minimi termini, senza che vi sia l’alterazione dei sapori e delle caratteristiche nutrizionali degli ori vegetali.
Tutte le verdure Orogel sono sane e buone come appena colte, grazie anche ai nuovi sistemi di lavorazione e surgelazione di cui si avvale Orogel, di assoluta avanguardia. La linea Foglia più a Cubello, che comprende spinaci, bieta, cicoria, cime di rapa e molto altro, per esempio, è stata ideata per mantenere integre tutte le proprietà nutritive delle verdure a foglia, riducendo lo stress durante la cottura. Ma è solo un esempio..

I prodotti sono tantissimi e la qualità è garantita…  buona verdura a voi!

 

www.orogel.it

La Sopressa Vicentina

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La sopressa è un salume tipico della tradizione culinaria veneta, ed uno dei prodotti più diffusi nelle tavole della nostra regione. Potevamo, dunque, non averlo tra le nostre referenze?
Stiamo parlando di un insaccato che ha fatto la storia del popolo contadino, abituato a consumarlo dopo le fatiche dei campi, come spuntino o come vero e proprio pasto.
Ma anche di un insaccato che, grazie alle sue caratteristiche organolettiche, alla sua bontà, alle migliorie apportate negli anni, è riuscito a conquistare la popolazione veneta e italiana in modo trasversale.
Il nome deriva dal termine dialettale “sopréssare” (ovvero  schiacciare, pressare) che rimanda proprio alla modalità di produzione tradizionale, spiegato di seguito.

La produzione
Per produrre la sopressa si parte dalla mezzena selezionata del maiale e si utilizzano tutte le parti più pregiate dell’animale quali: prosciutti, coppa, spalla, pancetta, grasso di gola, lombo. Questi vengono macinati fino ad ottenere un impasto che viene condito, amalgamato con cura e insaccato. All’importantissima fase dell’asciugatura, poi, segue quella della stagionatura.
Noi, per le nostre sopresse, prevediamo una stagionatura minima di 150 giorni, per incrementarne il sapore e l’equilibrio.

In che area viene prodotta
La sopressa acquisisce una specifica territoriale a seconda della zona di produzione. Va da sé che, trovandoci in suolo vicentino, se vi parliamo della nostra Sopressa, la Sopressa Marchi, ci riferiamo alla Sopressa Vicentina (la prima, per altro, tra tutte ad ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta).

Com’è la Sopressa
La Sopressa Vicentina Marchi si presenta come un grosso salame di forma cilindrica. Può avere varie pezzature, è contenuta in un budello marrone/grigiastro.
L’impasto è omogeneo, di colore rosa, con il giusto equilibrio tra parte grassa e parte magra. Al taglio la fetta appare compatta, morbida, senza perforazioni. Al gusto si avvertono sentori speziati ma delicati, con lievi profumi d’aglio e di pepe.

A cosa si può abbinare?
Alla polenta, alla pasta, al riso, alle verdure, alle zuppe, ai legumi e alla carne, o ad una semplice fetta di pane fresco. La sua aromaticità, e il suo sapore, la rendono infatti un prodotto estremamente versatile.

In cooking room parliamo di… Pizza!

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La nostra cooking room riaccende le luci! In questi mesi ci siamo prodigati in meeting in riunioni, ma è il momento di iniziare a fare sul serio. È per questo che stiamo lavorando alla programmazione dei prossimi eventi.
E, fresco fresco, nel mese di Ottobre ne abbiamo uno dedicato al mondo della pizza.

Presto vi forniremo data e ora, nel frattempo leggete qui  e… preparate il forno!

Di cosa parleremo
Qual è il primo elemento che differenzia una pizza da un’altra?
L’impasto, naturalmente.
Grazie alle spiegazioni del nostro pizzaiolo avrete modo di approfondire il tema con dimostrazioni visive e gustative: partiremo dalla scelta delle farine, del lievito, della lievitazione, fino ad arrivare alla cottura e a tutti gli accorgimenti utili per realizzare un buon impasto e cucinarlo a dovere.
E poi? Poi vi parleremo di pomodoro e  mozzarella, due ingredienti di cui la pizza non può fare a meno.

I prodotti
Per l’occasione avremo il piacere di testare le passate Cirio e la mozzarella per pizza di Latteria Montanari.  Partendo dalle prime: La Rustica, La Verace, La Soprana… quale sarà la passata più adatta alla vostra pizza? Dipende da cosa volete ottenere e che ingredienti volete abbinarci, noi siamo qui per guidarvi nella scelta.
E la mozzarella? Come dev’essere? Come e quando va disposta sul disco?
Anche su questo preparatevi a prendere nota. In questa serata vi proporremo quella di Latteria Montanari, ideale per la preparazione della pizza, che profuma di latte fresco e non umidifica affatto l’impasto.

Prossimi aggiornamenti seguiteci qui e nella nostra Pagina Facebook!

Ospiti dell’evento i prodotti:

Cirio www.cirio.it  |  Latteria Montanari www.latteriamontanari.it