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La Sopressa Vicentina

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La sopressa è un salume tipico della tradizione culinaria veneta, ed uno dei prodotti più diffusi nelle tavole della nostra regione. Potevamo, dunque, non averlo tra le nostre referenze?
Stiamo parlando di un insaccato che ha fatto la storia del popolo contadino, abituato a consumarlo dopo le fatiche dei campi, come spuntino o come vero e proprio pasto.
Ma anche di un insaccato che, grazie alle sue caratteristiche organolettiche, alla sua bontà, alle migliorie apportate negli anni, è riuscito a conquistare la popolazione veneta e italiana in modo trasversale.
Il nome deriva dal termine dialettale “sopréssare” (ovvero  schiacciare, pressare) che rimanda proprio alla modalità di produzione tradizionale, spiegato di seguito.

La produzione
Per produrre la sopressa si parte dalla mezzena selezionata del maiale e si utilizzano tutte le parti più pregiate dell’animale quali: prosciutti, coppa, spalla, pancetta, grasso di gola, lombo. Questi vengono macinati fino ad ottenere un impasto che viene condito, amalgamato con cura e insaccato. All’importantissima fase dell’asciugatura, poi, segue quella della stagionatura.
Noi, per le nostre sopresse, prevediamo una stagionatura minima di 150 giorni, per incrementarne il sapore e l’equilibrio.

In che area viene prodotta
La sopressa acquisisce una specifica territoriale a seconda della zona di produzione. Va da sé che, trovandoci in suolo vicentino, se vi parliamo della nostra Sopressa, la Sopressa Marchi, ci riferiamo alla Sopressa Vicentina (la prima, per altro, tra tutte ad ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta).

Com’è la Sopressa
La Sopressa Vicentina Marchi si presenta come un grosso salame di forma cilindrica. Può avere varie pezzature, è contenuta in un budello marrone/grigiastro.
L’impasto è omogeneo, di colore rosa, con il giusto equilibrio tra parte grassa e parte magra. Al taglio la fetta appare compatta, morbida, senza perforazioni. Al gusto si avvertono sentori speziati ma delicati, con lievi profumi d’aglio e di pepe.

A cosa si può abbinare?
Alla polenta, alla pasta, al riso, alle verdure, alle zuppe, ai legumi e alla carne, o ad una semplice fetta di pane fresco. La sua aromaticità, e il suo sapore, la rendono infatti un prodotto estremamente versatile.