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Cosa c’è dietro all’hamburger di Soul Kitchen?

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In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione sul fronte hamburger. E pure a decisivi cambi di rotta, o meglio “di veste”, per tanti locali (vedi pub e birrerie) che si sono visti affiancati e spesso anche superati per appeal e afflusso, da nuovi originali format di ristorazione. Tra quest’ultimi c’è Soul Kitchen, un’insegna che a Padova è riuscita a insidiarsi con una formula vincente: ristorante di hamburger. Non birreria, non pub, ma ristorante dai tratti informali in cui andare a gustare uno dei migliori hamburger in circolazione.

Ascesa in tempi non sospetti

La faccenda ha preso piede in Via del Santo, proprio in centro, dal 2014, ovvero in un periodo in cui l’hamburger non aveva ancora iniziato la sua ascesa in Italia. Da Soul Kitchen si è lavorato tanto, dentro e fuori dalla cucina, per trovare forniture giuste e assetti perfetti. E anche per apportare complementi perfetti, come le birre alla spina e le curiose sezioni di fritti.
I clienti hanno risposto senza esitazioni, al punto da rendere prima necessario il trasferimento dalla prima sede a un’altra, praticamente attigua, e poi la scelta di avviare una seconda apertura (ma di questa parliamo dopo) a Febbraio di quest’anno. A regime, in epoca non Covid, Soul Kitchen è capace di far ruotare i tavoli con alta intensità a pranzo e a cena. Cosa c’è dietro il successo di questa insegna? Ma soprattutto, cosa c’è dietro ad un panino fatto con i giusti, sacrosanti, crismi?


Questione (anche) di grammature

Non potevamo che parlarne con Giampiero, titolare del locale e giovane guru dell’hamburger, che ci ha dato piena fiducia sull’acquisto di uno dei protagonisti del panino, la carne, e su altre referenze del nostro assortimento. A Giampiero vanno due meriti: il primo di aver sposato un format nuovo anticipando i tempi, e poi di aver messo in piedi con testa e passione un locale che funziona e non si piega di fronte ai numeri ma sostiene, sempre e comunque, la qualità. I suoi hamburger non sono “panini con hamburger” ma un unicum tra carne, formaggio, bun, salse e ortaggi. Una bomba irriverente che genera salivazione prima, dopo e durante il morso, ma si mantiene leggera – si fa per dire – per dimensioni e salubrità dei condimenti.
Il bello e il buono di quest’hamburger sta anche nella praticità: si può tranquillamente addentare senza ricorrere alle posate. Tutto sta dentro, divinamente al suo posto, come scuola americana insegna.
“Lavoriamo per trovare l’equilibrio giusto. Assaggiamo e ci confrontiamo, regoliamo la quantità per ciascun ingrediente perché, oltre all’abbinamento tra i sapori, dobbiamo pensare alla tenuta del panino. Umidità, croccantezza, temperature… tutto è importante per comporre un hamburger. Per me è come in cucina: non faccio modifiche in quantità per il cliente. Non ci metto più salse o più cipolla perché mi viene chiesto. Alla pari di un piatto al ristorante, il panino deve arrivare al tavolo come l’abbiamo pensato noi, sempre appetitoso, gustoso, pratico da mangiare e non deve recare problemi di digestione”.


Originalità e personalizzazioni

Nel menu si scorrono diverse proposte, sia come pezzatura della carne (160 e 210 per il manzo, 200 per l’Angus) sia come abbinamenti. Non manca il classico, ma nemmeno l’originale, come il Lardo Burger, il Soul Crispy o il Caramel Burger. I principi universali restano però la qualità e la spinta sulla preparazione homemade.

“Ho iniziato da adolescente a sperimentare, poi le prime esperienze come snakista in un locale, poi davanti ad una piastra dedicata agli hamburger in un altro, e infine ho deciso dopo sette anni di aprire la mia attività. Ci sono alcune cose che mi porto dentro dai primi esperimenti, altre che ho affinato negli anni: amo personalizzare le salse” – la mitica soul kitchen, quella al pepe e la Lemon sequeeze sono dei valori aggiunti al panino, aggiungiamo – “amo la carne buona, che so da dove proviene e come viene lavorata, e infine amo il pane di qualità, che noi acquistiamo da un forno di Padova (Dal Grano al Pane, in Via Marsala). E poi prediligo sempre di più la preparazione homemade anche di altri ingredienti quali i cetrioli sott’olio e la cipolla caramellata. Questi sono i modi migliori, a mio avviso, per garantire al cliente unicità di prodotto”.


Una tentazione per tutti

La prova del nove si ha sempre nel riscontro sul chi fa capolino all’ingresso di un locale. Qui da Soul Kitchen, dicevamo, passano tutte le fasce d’età e non solo italiani. E trovare riscontro positivo anche sul cliente straniero, quando si parla di hamburger, è un bel traguardo. Per avvicinarsi anche alla clientela più “frugale” nei consumi, ovvero quella delle scuole, hanno dato vita in primavera a Soul Kitchen Vol. 2. La stessa qualità è garantita, ma solo per asporto e delivery, a due passi dalla sede in cui si consuma in loco.
“È stata una bella sfida avviare una nuova attività quest’anno. Quest’apertura ci è tornata sicuramente utile in un periodo in cui delivery e asporto sono essenziali. Abbiamo inaugurato SK Vol 2  perché cerchiamo di anticipare la richieste ma anche di capire quali sono i limiti e i bisogni delle persone. Uno studente, per esempio, in media è disposto a spendere meno e vorrebbe un cibo dal consumo più agile. Abbiamo deciso di riproporre il nostro panino rendendolo ancora più accessibile, sia in termini economici che di praticità di consumo, ma senza cambiare la qualità degli ingredienti e la composizione”.
Ora stanno lavorando con il delivery, l’asporto e il pranzo e registrano comunque un’ottima risposta da una clientela sempre molto variegata.
Se siete alla ricerca di un hamburger fatto come si deve, di un comfort food che rimane in testa… sapete a quale numero chiamare.

Soul Kitchen
Via del Santo, 23, 
35123 
Padova PD