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Perché i ristoratori dovrebbero curare la presenza online

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Il 2020 ha accelerato l’avvento del digitale come nessuno si sarebbe mai immaginato.
Gli strumenti digitali da beni importanti ma non indispensabili – potremmo dire accessori, almeno per chi li ha sempre considerati “estranei” – sono diventati mezzi essenziali, fondamentali per arrivare al pubblico.
Se all’inizio di questa rivoluzione, ovvero tra Marzo e Aprile, i canali digitali risultavano l’unico modo per “arrivare” al cliente, che era fisicamente distante, barricato in casa, negli ultimi mesi abbiamo assistito a un ulteriore progresso. È cambiato il modo di interagire e scegliere delle persone, sempre più inclini all’utilizzo di piattaforme online per l’acquisto, la consultazione e via discorrendo.
L’accelerazione al digitale sta avvenendo, in modo non omogeneo, ma sta avvenendo.
 
I nostri consigli ai ristoratori

Esserci, ma con stile ed efficacia.
La vostra reputazione online prima di tutto si gioca sull’identità: dovete raccontare chi siete, cosa fate, cosa offrite senza eccessi e senza ritocchi.
Quello che dovete comunicare ce l’avete tutto nel vostro locale, nella vostra cucina, nel vostro menu. Al massimo potete estenderlo appena fuori, parlando dei vostri bravissimi fornitori (!!) e dei produttori da cui attingete… ma per il resto è già il vostro lavoro una fonte preziosa di informazioni e contenuti!
 
• Curate le immagini: sono il vostro abito.
• Nel linguaggio non siate latenti e discordanti, o ancor peggio contraddittori: creerete solo confusione.
• Utilizzate tutti gli strumenti digitali a vostra disposizione (dai social agli strumenti di Google) per affermarvi e farvi trovare, sia che li utilizziate voi, sia che sia qualcun altro a prendersene cura
• Curate al meglio l’interazione con i clienti, ricordandovi “celerità ed efficienza” (oggi tantissime richieste e ordini arrivano dai social, più che dalle chiamate, mettete a punto un servizio clienti adeguato… siete un’azienda a tutti gli effetti!)
• Non seguite le tendenze effimere e ricordatevi di verificate le fonti: prima di condividere qualsiasi informazione accertatevi che la notizia sia vera, un po’ come fate quando scegliete le materie prime buone da far entrare in cucina.
• Le recensioni: non sono un grumo nebuloso da tenere a distanza, che non vi appartiene, ma possono condizionare in modo significativo la vostra reputazione online. Dedicateci un po’ di tempo!

E a proposito di quest’ultime…

TripAdvisor (dal 2020 mette a disposizione anche lo strumento Centro recensioni), Google MyBusiness, Facebook: sono queste le piattaforme di recensioni più utilizzate e accreditate per le attività di ristorazione.
C’è un errore molto comune che riscontriamo tra i ristoratori: quantità non significa qualità.
Un po’ quello che predicate anche voi nei vostri locali. Mangiare tanto non significa mangiare bene, avere tante recensioni non significa essere ben considerati dal pubblico.
Potete senz’altro aumentare il numero di recensioni, per esempio chiedendo direttamente al cliente di lasciarvene una, oppure proponendo uno sconto per la prossima consumazione, oppure semplicemente affiggendo un flyer che inviti il cliente a esprimere un parere sull’esperienza. Ma ricordatevi che uno degli aspetti più importanti riguarda la qualità delle recensioni e delle vostre risposte: rispondete in modo discreto, gentile, propositivo, anche quando non siete d’accordo… la mediazione, il buon senso e la gentilezza hanno sempre la meglio.

Cosa c’è dietro all’hamburger di Soul Kitchen?

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In questi ultimi anni abbiamo assistito ad una vera e propria rivoluzione sul fronte hamburger. E pure a decisivi cambi di rotta, o meglio “di veste”, per tanti locali (vedi pub e birrerie) che si sono visti affiancati e spesso anche superati per appeal e afflusso, da nuovi originali format di ristorazione. Tra quest’ultimi c’è Soul Kitchen, un’insegna che a Padova è riuscita a insidiarsi con una formula vincente: ristorante di hamburger. Non birreria, non pub, ma ristorante dai tratti informali in cui andare a gustare uno dei migliori hamburger in circolazione.

Ascesa in tempi non sospetti

La faccenda ha preso piede in Via del Santo, proprio in centro, dal 2014, ovvero in un periodo in cui l’hamburger non aveva ancora iniziato la sua ascesa in Italia. Da Soul Kitchen si è lavorato tanto, dentro e fuori dalla cucina, per trovare forniture giuste e assetti perfetti. E anche per apportare complementi perfetti, come le birre alla spina e le curiose sezioni di fritti.
I clienti hanno risposto senza esitazioni, al punto da rendere prima necessario il trasferimento dalla prima sede a un’altra, praticamente attigua, e poi la scelta di avviare una seconda apertura (ma di questa parliamo dopo) a Febbraio di quest’anno. A regime, in epoca non Covid, Soul Kitchen è capace di far ruotare i tavoli con alta intensità a pranzo e a cena. Cosa c’è dietro il successo di questa insegna? Ma soprattutto, cosa c’è dietro ad un panino fatto con i giusti, sacrosanti, crismi?


Questione (anche) di grammature

Non potevamo che parlarne con Giampiero, titolare del locale e giovane guru dell’hamburger, che ci ha dato piena fiducia sull’acquisto di uno dei protagonisti del panino, la carne, e su altre referenze del nostro assortimento. A Giampiero vanno due meriti: il primo di aver sposato un format nuovo anticipando i tempi, e poi di aver messo in piedi con testa e passione un locale che funziona e non si piega di fronte ai numeri ma sostiene, sempre e comunque, la qualità. I suoi hamburger non sono “panini con hamburger” ma un unicum tra carne, formaggio, bun, salse e ortaggi. Una bomba irriverente che genera salivazione prima, dopo e durante il morso, ma si mantiene leggera – si fa per dire – per dimensioni e salubrità dei condimenti.
Il bello e il buono di quest’hamburger sta anche nella praticità: si può tranquillamente addentare senza ricorrere alle posate. Tutto sta dentro, divinamente al suo posto, come scuola americana insegna.
“Lavoriamo per trovare l’equilibrio giusto. Assaggiamo e ci confrontiamo, regoliamo la quantità per ciascun ingrediente perché, oltre all’abbinamento tra i sapori, dobbiamo pensare alla tenuta del panino. Umidità, croccantezza, temperature… tutto è importante per comporre un hamburger. Per me è come in cucina: non faccio modifiche in quantità per il cliente. Non ci metto più salse o più cipolla perché mi viene chiesto. Alla pari di un piatto al ristorante, il panino deve arrivare al tavolo come l’abbiamo pensato noi, sempre appetitoso, gustoso, pratico da mangiare e non deve recare problemi di digestione”.


Originalità e personalizzazioni

Nel menu si scorrono diverse proposte, sia come pezzatura della carne (160 e 210 per il manzo, 200 per l’Angus) sia come abbinamenti. Non manca il classico, ma nemmeno l’originale, come il Lardo Burger, il Soul Crispy o il Caramel Burger. I principi universali restano però la qualità e la spinta sulla preparazione homemade.

“Ho iniziato da adolescente a sperimentare, poi le prime esperienze come snakista in un locale, poi davanti ad una piastra dedicata agli hamburger in un altro, e infine ho deciso dopo sette anni di aprire la mia attività. Ci sono alcune cose che mi porto dentro dai primi esperimenti, altre che ho affinato negli anni: amo personalizzare le salse” – la mitica soul kitchen, quella al pepe e la Lemon sequeeze sono dei valori aggiunti al panino, aggiungiamo – “amo la carne buona, che so da dove proviene e come viene lavorata, e infine amo il pane di qualità, che noi acquistiamo da un forno di Padova (Dal Grano al Pane, in Via Marsala). E poi prediligo sempre di più la preparazione homemade anche di altri ingredienti quali i cetrioli sott’olio e la cipolla caramellata. Questi sono i modi migliori, a mio avviso, per garantire al cliente unicità di prodotto”.


Una tentazione per tutti

La prova del nove si ha sempre nel riscontro sul chi fa capolino all’ingresso di un locale. Qui da Soul Kitchen, dicevamo, passano tutte le fasce d’età e non solo italiani. E trovare riscontro positivo anche sul cliente straniero, quando si parla di hamburger, è un bel traguardo. Per avvicinarsi anche alla clientela più “frugale” nei consumi, ovvero quella delle scuole, hanno dato vita in primavera a Soul Kitchen Vol. 2. La stessa qualità è garantita, ma solo per asporto e delivery, a due passi dalla sede in cui si consuma in loco.
“È stata una bella sfida avviare una nuova attività quest’anno. Quest’apertura ci è tornata sicuramente utile in un periodo in cui delivery e asporto sono essenziali. Abbiamo inaugurato SK Vol 2  perché cerchiamo di anticipare la richieste ma anche di capire quali sono i limiti e i bisogni delle persone. Uno studente, per esempio, in media è disposto a spendere meno e vorrebbe un cibo dal consumo più agile. Abbiamo deciso di riproporre il nostro panino rendendolo ancora più accessibile, sia in termini economici che di praticità di consumo, ma senza cambiare la qualità degli ingredienti e la composizione”.
Ora stanno lavorando con il delivery, l’asporto e il pranzo e registrano comunque un’ottima risposta da una clientela sempre molto variegata.
Se siete alla ricerca di un hamburger fatto come si deve, di un comfort food che rimane in testa… sapete a quale numero chiamare.

Soul Kitchen
Via del Santo, 23, 
35123 
Padova PD

Tra certezze e incertezze, a lezione Da Gerry a Monfumo

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Dove nasci non lo dimentichi mai. 

Il pensiero è di Gerry Menegon, pietra miliare della ristorazione asolana e trevigiana, dal 2006 instancabile trainatore di Locanda Da Gerry, ristorante con camere affacciato alla piazzetta di Monfumo (TV).
A maggior ragione, diremmo noi, il luogo in cui nasci non lo dimentichi mai se è proprio Monfumo, un comune con poco più di mille abitanti, abbracciato da dolci colline e un silenzio ovattato, alle spalle della meravigliosa Rocca d’Asolo.

“Monfumo è il luogo dove sono nato. Un posto suggestivo, fatto di silenzi, natura, e ormai spopolato” – inizia subito con emozione Gerry, reduce dal servizio del pranzo, mentre osserva il paesaggio su cui si affaccia la sua veranda.
“Ho le radici qui, proprio qui. Prima nel locale attiguo, Osteria alla Chiesa, e dal 2006 in questa nuova insegna, metto in pratica la mia passione per la cucina e l’ospitalità affiancato dalla mia famiglia. Le mie giornate sono un continuo esercizio tra piacere del cibo e cultura dell’ospitalità ormai da anni. Quanti? Tanti, tantissimi anni”.

Come non si dimentica mai il luogo in cui si nasce, un ristoratore e cuoco non dimentica mai il suo primo giorno in una cucina.

“Il mio è stato il 13 Agosto del 1970, al Ristorante Cipriani di Asolo” – continua Gerry. “Ricordo le fatiche di quei primi tempi e le prime mazzate. Mi dicevano che non ero fatto per stare in cucina, che non era mestiere per me. Raccolsi la sfida con determinazione e con pochi studi alle spalle e… ora eccomi qua, a festeggiare cinquant’anni di amore con i fuochi. Una storia che forse non mi sarei aspettato neppure io”.

Parla con emozione Gerry, tra un vibrare di foglie d’autunno e un vibrare di emozioni contrastanti, nate delle difficoltà di questi mesi.

“Non mi sarei mai aspettato, dopo tanti anni di sacrifici, di ritrovarmi in una situazione così precaria. Di dover ricominciare per certi versi da zero e ridisegnare l’attività. Quest’anno ha cambiato all’improvviso un percorso che sembrava già scritto. L’agenda di Marzo, Aprile e Maggio era già piena, gonfia, eravamo felici e pronti a rimboccarci le maniche. Nei mesi estivi abbiamo lavorato, i clienti storici, ma anche quelli nuovi, ci danno fiducia e apprezzano il nostro lavoro, ma le chiusure, gli orari ridotti, e tutte le misure messe in atto hanno un’incidenza notevole sul nostro lavoro e sulle possibilità di continuarlo come vorremmo.
In Italia è passato in questi anni un messaggio sbagliato della figura del ristoratore: noi non ci riempiamo il portafogli, noi ci alziamo con l’intento di rendere felici le persone che entrano in contatto con la nostra attività. Lottiamo tutti i giorni per far quadrare i conti, per dare lavoro ai dipendenti. Le soddisfazioni più durature, ho capito negli anni, sono le motivazioni e le ambizioni che passano attraverso le persone, non le gratificazioni pecuniarie”.

Difficile, anche per un’ottimista come Gerry, parlare del domani.

“Faccio fatica a parlare di futuro. La certezza più radicata che ho è entrare in cucina e riuscire ancora ad emozionarmi. Ho voglia di mettermi in gioco, di creare, di pensare a piatti equilibrati e semplici. Cerco di trasmettere questo a mio figlio Stefano, anche lui è in cucina con me. Oggi si incontrano giovani fragili, sempre proiettati all’accelerazione e al cambiamento, più disposti a lasciare andare un posto dopo pochi anni che a fermarsi per apprendere. Penso che si debba ritrovare il legame duraturo con i luoghi che abbiamo dentro dedicandogli più tempo”.

Soddisfazioni che arrivano grazie ad una cucina affidabile e ad una selezione certosina delle materie prime.

“Il nostro menu è improntato sulla tradizione, la semplicità e su abbinamenti che sperimento personalmente. Scegliamo prodotti sani, buoni e non ci fermiamo mai nella ricerca dell’ingrediente più adatto al nostro locale. Da Marchi Spa acquistiamo tantissimi prodotti carnei, tra cui l’Amaranta, una carne che ci ha convinti sin dal primo assaggio per la sapidità, la lieve marezzatura e una giusta pezzatura. Non ci sono segreti nella cottura: è una questione di esperienza, conoscenza del prodotto e sensibilità del cuoco”.


E proprio per questo Gerry sta lavorando sulle iniziative del territorio.

“Da qualche tempo ci stiamo impegnando in un progetto di recupero delle varietà di mele antiche di Monfumo attraverso una cooperativa. Ne abbiamo già individuate una trentina. Noi le usiamo nei nostri piatti (per esempio, nell’entreè e nei dolci ndr) e ci stiamo impegnando per divulgarne le potenzialità in cucina. Progetti come questo danno stimolo ed entusiasmo. D’altronde, per fare i ristoratori nel territorio, bisogna essere curiosi, stimolati e pronti al sacrificio. Al chi lavora con me dico sempre: non dimentichiamo la fortuna che abbiamo, il nostro Paese è amato per la straordinaria varietà culinaria, agronomica, paesaggistica… diamole valore!”.

Locanda Da Gerry
Via Chiesa Monfumo, 6, 31010
Monfumo TV

Al Tinello a Brugnera rispondono così

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Trentacinque anni di attività, ma l’approccio di chi sa rispondere con inventiva ad una situazione drammatica come quella attuale.
È il caso del Ristorante Al Tinello di Brugnera, in provincia di Pordenone, nostro cliente da circa tre anni. Siamo andati a raccogliere il loro racconto e a vedere come stanno rispondendo a questa seconda ondata.

Innovare in tempi incerti
In questi mesi – tra chiusure, riaperture, estenuanti attese – Al Tinello non si è mai arenato.
Anzi, si è rivelato un modello da seguire per tanti altri ristoranti che non avevano colto le opportunità legate all’asporto e al delivery.
Il merito è di Andrea Pessotto, titolare da fine 2019 dell’insegna, che ricalcando “il giusto” le orme dei genitori (precedenti titolari) è riuscito in un anno assai complicato a portare nuova linfa a un’attività storica.
Facciamo prima un balzo indietro, quindi, a circa un anno fa, quando Andrea – che Al Tinello ci lavora comunque da trent’anni – ha deciso di prendere in mano le redini. “Dopo tanti servizi trascorsi qui dentro come figlio dei titolari ho deciso di portare le mie iniziative. Sentivo il bisogno di donare Al Tinello nuove prospettive e una visione più contemporanea” racconta.
“Non siamo più negli anni ’70-’80, il modo di fare ristorazione si è evoluto e qualcosa doveva essere cambiato. Non ho voluto abbandonare la tradizione o il culto del buono, ma ho voluto comprendere il cambiamento. Il cliente ha cambiato gusti, è più consapevole e attento a ciò che mangia. Ho così rivalutato i fornitori, rivisto il modo di preparare e proporre i piatti. E, non per ultimo, ho lavorato sul modo di raccontare ciò che viene fatto qui dentro”.

Legame con il territorio e con il gusto
Buone idee che sono andate a buon fine che ci hanno portati anche a intensificare il nostro rapporto di fornitura con Al Tinello.
“Con Marchi ho iniziato un importante lavoro di selezione e valutazione delle carni. Tra le varie costate della Selezione Marchi ho scelto, senza riserva, la Oro Veneto, ovvero la Sorana. È stato amore a prima vista, anzi a primo assaggio: ho immediatamente percepito il gusto della carne cotta alla brace da mio nonno. La Oro Veneto mi ha emozionato per il ricordo, per la succulenza, per il legame con il territorio. Credo che in un piatto non vi sia migliore ingrediente dell’emozione”.

Perché Al Tinello sta rappresentando un modello

“Non avrei mai immaginato che a poche settimane dall’inizio dei miei progetti saremmo andati incontro a tanta instabilità. Ma penso sia stato proprio questo a darmi una spinta in più, a fare emergere tenacia e senso d’inventiva. A Marzo mi ero appena esposto economicamente con l’attività dei miei genitori, dovevo a tutti i costi tirare fuori dal cilindro qualcosa. Ho iniziato a svolgere attività di delivery e asporto, e poi di catering per aziende e privati. Ho acquistato un furgone con doppia paratia, con una sezione refrigerata, l’altra per le attrezzature, per potermi muovere agilmente. Le prime settimane non sono state semplici, le richieste erano davvero poche. Ma poi il lavoro si è intensificato ed ha sicuramente contribuito a farci stare su di giri per tutta l’estate. Così sta accadendo anche ora che siamo di nuovo costretti a forti limitazioni. All’inizio si fatica, ma chi semina in teoria poi raccoglie”.

Proporre cibo d’asporto ed effettuare consegne a domicilio non è affatto semplice
È questione di tempistiche, conoscenza del prodotto, consapevolezza della tenuta dei cibi.
“Il fritto per l’asporto è più difficile da gestire, servono contenitori appositi o si compromette la qualità e la fragranza del cibo. La tartare dev’essere trattata adeguatamente, condita il giusto, per evitare ossidazioni. Con qualsiasi pietanza bisogna avere il polso delle temperature, essere puliti e accorti non solo per preservare le caratteristiche organolettiche, ma per la sicurezza: consegnare cibo sicuro è la priorità.
Per scelta i nostri piatti da asporto o consegnati a domicilio hanno un prezzo inferiore. Inoltre, all’interno del nostro comune, la consegna è gratuita. Siamo consapevoli che i costi al ristorante sono diversi e siamo onesti con i nostri clienti. E siamo consapevoli dei tempi che corrono, cerchiamo di venirci incontro l’un l’altro”.

Andrea è caparbio, determinato, e nonostante le preoccupazioni non demorde.
“Non molleremo mai, il segreto è continuare a crederci!”

Ristorante Al Tinello
Via Ungaresca di Brugnera, 22, 33070
Brughera PN

Tra certezze e incertezze, a lezione Da Gerry a Monfumo

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Dove nasci non lo dimentichi mai. 

Il pensiero è di Gerry Menegon, pietra miliare della ristorazione asolana e trevigiana, dal 2006 instancabile trainatore di Locanda Da Gerry, ristorante con camere affacciato alla piazzetta di Monfumo (TV).
A maggior ragione, diremmo noi, il luogo in cui nasci non lo dimentichi mai se è proprio Monfumo, un comune con poco più di mille abitanti, abbracciato da dolci colline e un silenzio ovattato, alle spalle della meravigliosa Rocca d’Asolo.

“Monfumo è il luogo dove sono nato. Un posto suggestivo, fatto di silenzi, natura, e ormai spopolato” – inizia subito con emozione Gerry, reduce dal servizio del pranzo, mentre osserva il paesaggio su cui si affaccia la sua veranda.
“Ho le radici qui, proprio qui. Prima nel locale attiguo, Osteria alla Chiesa, e dal 2006 in questa nuova insegna, metto in pratica la mia passione per la cucina e l’ospitalità affiancato dalla mia famiglia. Le mie giornate sono un continuo esercizio tra piacere del cibo e cultura dell’ospitalità ormai da anni. Quanti? Tanti, tantissimi anni”. 

Come non si dimentica mai il luogo in cui si nasce, un ristoratore e cuoco non dimentica mai il suo primo giorno in una cucina.

“Il mio è stato il 13 Agosto del 1970, al Ristorante Cipriani di Asolo” – continua Gerry. “Ricordo le fatiche di quei primi tempi e le prime mazzate. Mi dicevano che non ero fatto per stare in cucina, che non era mestiere per me. Raccolsi la sfida con determinazione e con pochi studi alle spalle e… ora eccomi qua, a festeggiare cinquant’anni di amore con i fuochi. Una storia che forse non mi sarei aspettato neppure io”.

Parla con emozione Gerry, tra un vibrare di foglie d’autunno e un vibrare di emozioni contrastanti, nate delle difficoltà di questi mesi.

“Non mi sarei mai aspettato, dopo tanti anni di sacrifici, di ritrovarmi in una situazione così precaria. Di dover ricominciare per certi versi da zero e ridisegnare l’attività. Quest’anno ha cambiato all’improvviso un percorso che sembrava già scritto. L’agenda di Marzo, Aprile e Maggio era già piena, gonfia, eravamo felici e pronti a rimboccarci le maniche. Nei mesi estivi abbiamo lavorato, i clienti storici, ma anche quelli nuovi, ci danno fiducia e apprezzano il nostro lavoro, ma le chiusure, gli orari ridotti, e tutte le misure messe in atto hanno un’incidenza notevole sul nostro lavoro e sulle possibilità di continuarlo come vorremmo.
In Italia è passato in questi anni un messaggio sbagliato della figura del ristoratore: noi non ci riempiamo il portafogli, noi ci alziamo con l’intento di rendere felici le persone che entrano in contatto con la nostra attività. Lottiamo tutti i giorni per far quadrare i conti, per dare lavoro ai dipendenti. Le soddisfazioni più durature, ho capito negli anni, sono le motivazioni e le ambizioni che passano attraverso le persone, non le gratificazioni pecuniarie”.

Soddisfazioni che arrivano grazie ad una cucina affidabile e ad una selezione certosina delle materie prime.

“Il nostro menu è improntato sulla tradizione, la semplicità e su abbinamenti che sperimento personalmente. Scegliamo prodotti sani, buoni e non ci fermiamo mai nella ricerca dell’ingrediente più adatto al nostro locale. Da Marchi Spa acquistiamo tantissimi prodotti carnei, tra cui l’Amaranta, una carne che ci ha convinti sin dal primo assaggio per la sapidità, la lieve marezzatura e una giusta pezzatura. Non ci sono segreti nella cottura: è una questione di esperienza, conoscenza del prodotto e sensibilità del cuoco”.

Difficile, anche per un’ottimista come Gerry, parlare del domani.

“Faccio fatica a parlare di futuro. La certezza più radicata che ho è entrare in cucina e riuscire ancora ad emozionarmi. Ho voglia di mettermi in gioco, di creare, di pensare a piatti equilibrati e semplici. Cerco di trasmettere questo a mio figlio Stefano, anche lui è in cucina con me. Oggi si incontrano giovani fragili, sempre proiettati all’accelerazione e al cambiamento, più disposti a lasciare andare un posto dopo pochi anni che a fermarsi per apprendere. Penso che si debba ritrovare il legame duraturo con i luoghi che abbiamo dentro dedicandogli più tempo”. 

E proprio per questo Gerry sta lavorando sulle iniziative del territorio.

“Da qualche tempo ci stiamo impegnando in un progetto di recupero delle varietà di mele antiche di Monfumo attraverso una cooperativa. Ne abbiamo già individuate una trentina. Noi le usiamo nei nostri piatti (per esempio, nell’entreè e nei dolci ndr) e ci stiamo impegnando per divulgarne le potenzialità in cucina. Progetti come questo danno stimolo ed entusiasmo. D’altronde, per fare i ristoratori nel territorio, bisogna essere curiosi, stimolati e pronti al sacrificio. Al chi lavora con me dico sempre: non dimentichiamo la fortuna che abbiamo, il nostro Paese è amato per la straordinaria varietà culinaria, agronomica, paesaggistica… diamole valore!”.

Locanda Da Gerry
Via Chiesa Monfumo, 6, 31010
Monfumo TV

ROAT DIVISIONE ITTICO FRESCO: la nostra scelta per innovare e conquistare il mercato

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Novità in casa Marchi: aderiamo a ROAT DIVISIONE ITTICO FRESCO, una soluzione innovativa per affrontare al meglio il mercato ittico

C’è chi si è arenato e chi invece sta remando con convinzione per rispondere alle nuove esigenze di mercato. Roat Divisione Ittico Fresco è l’esempio più chiaro delle nostre intenzioni!

Ma prima di spiegarvi di cosa si tratta… una riflessione
Il consumo di pesce, in Italia, è costantemente aumentato in questi anni, arrivando a 28 Kg annui procapite.
Una crescita che denota la riconosciuta se non necessaria utilità del pesce nella dieta umana. E molto, di questa crescita, è dovuto ai consumi fuori casa e al ruolo fondamentale di ristoranti e chef.
L’unico problema è che si tende a consumare poche, pochissime specie di pesce causando, con il tempo, problemi di tutela delle varietà.

A cosa è dovuto tutto questo?
A molti fattori, dalla scarsa reperibilità alle mode gastronomiche, dal colore (vedi il caso del tonno, poco apprezzato quello con le carni rosate, tipo il tonno alalunga che vanta invece carni delicate e gustose, rispetto al colore rosso (a volte ottenuto con nitriti o estratti vegetali per far pensare al pregiato tonno rosso), dalle difficoltà di pulizia (vedi triglie di scoglio o altri tipi di pesce).

La soluzione: Roat Divisione Ittico Fresco
A queste problematiche la nostra azienda, con gli altri distributori Foppa taste supporter di Egna (BZ), F.lli Tondini di Cavriana (MN),  RZ Service di Torbiato (BS) ha pensato bene di dare soluzione, affidandosi, per gli acquisti e le consegne ai pubblici esercizi delle regioni Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia, ad un’azienda che, storicamente, è specializzata nel pesce freschissimo, in quello di allevamento sostenibile, il surgelato e nelle varianti dell’ittico come l’affumicato, le uova e il caviale, le conserve e le salse: l’azienda è la ROAT di Mezzolombardo (TN).


Roat è un sinonimo di grande esperienza nel settore ittico
, dapprima nel Trentino dove ha origine l’azienda, operante da quando il fondatore, Beniamino Roat, ottenne dall’imperatore austro-ungarico la concessione di pesca nel lago di Caldonazzo, poi fuori dai confini regionali quando, nel 1954, si trasformò da pescheria in distributore, con selezioni di ittico che, anno dopo anno, diventarono sempre maggiori fino ad oggi che vanta un catalogo completo di ogni specie commestibile.
Infatti Roat ha fornitori che, da ogni parte del mondo, selezionano, con regole che mettono la sostenibilità al primo posto, specie ittiche per i ristoranti italiani.

La scelta dei quattro distributori di avvalersi di un’azienda che vanta una storia fatta di qualità e completezza di  assortimento per servire tre regioni dove la ristorazione ha numeri da capogiro ed è una delle prime motivazioni di scelta del turista italiano e internazionale è una decisione che orienta anche verso la cultura dell’ittico, grazie alla possibilità di fornire i ristoranti e gli chef di molte più occasioni di ricettazione.
Come F.lli Tondini, RZ Service e Foppa Taste apparteniamo al primo gruppo cooperativo attivo nel food service – Cateringross – e sviluppiamo un fatturato aggregato di 95 milioni di euro, con 80 agenti di vendita che ogni giorno visitano circa 6.000 ristoranti nelle tre regioni del Nord italiano.
Ma questo non è che uno degli elementi di forza di questo nuovo gruppo: avere una Divisione Ittico Fresco che consegna ai ristoranti il giorno successivo all’ordine prodotti che arrivano dal pescato italiano, dagli allevamenti sostenibili a livello mondiale e dai più importanti e qualificati mercati ittici italiani significa fornire ai ristoratori che si avvalgono di questo servizio una qualità che non ha precedenti, oltre ad una consulenza e una formazione su quali specie sono le più indicate, in quel preciso momento, per i loro menu.

Le consegne avvengono salvaguardando, con un packaging che garantisce la freschezza costante del prodotto, le proprietà organolettiche dei pesci, suddivisi per ogni tipologia delle oltre 300 che offre Roat Divisione Ittico Fresco.
Un’altra delle caratteristiche di questo ingresso sul mercato da parte dei quattro distributori è il prezzo che sarà sempre concorrenziale rispetto alle dinamiche del mercato, grazie a costi di logistica studiati per essere contenuti.
Uno sforzo di innovazione che ha il suo credo in una frase di Henry Ford: Mettersi insieme è un inizio. Rimanere insieme è un progresso. Lavorare insieme è un successo!

Sei pronto ad esplorare le migliori frontiere del pesce fresco con Marchi Spa?

QUI PUOI SFOGLIARE IL CATALOGO qui -> Catalogo Roat Divisione Ittico
Contattaci o chiedi al tuo agente di zona!

Ittico e Filetè, massima espressione della filosofia Sysco Davigel

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Nella nostra esclusiva promozione dedicata ai prodotti Davigel anche il Filetè di Merluzzo, in più versioni

Come potevamo non mettere a disposizione dei nostri clienti un’eccellenza come il Filetè Sysco Davigel?
Si tratta di un prodotto molto richiesto dal mondo della ristorazione, sia collettiva sia commerciale, per le sue caratteristiche qualitative e per le garanzie di sicurezza alimentare che presenta. Potremmo definirlo un vero e proprio stile alimentare al servizio della comunità.
Del resto Davigel, pone la catena del valore al centro delle proprie azioni considerando il cliente e i suoi bisogni professionali come punto di partenza e di arrivo del lavoro e delle sue produzioni. Il Filetè è forse il prodotto di punta della filosofia produttiva di Davigel, ed è uno dei prodotti più sani e sicuri che il mercato alimentare globale, in questo momento, accoglie. 

Perché? 
Per tutto il ciclo produttivo, a cominciare dal modo in cui viene pescato e surgelato a bordo; il merluzzo da cui si ricava il Filetè è pescato con i criteri della pesca sostenibile certificati da MSC Marine Stewardship Council, organizzazione internazionale no-profit che stabilisce, nei suoi principi, come la pesca debba lasciare in mare abbastanza pesci da far sì che lo stock possa riprodursi correttamente e come deve essere gestita dalle aziende in modo da adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali.
Alle aziende di produzione certificate, come Davigel, viene rilasciato il famoso marchio blu che determina il rispetto della conservazione della specie, attraverso il test di isoelettrofocalizzazione inoltre, che ci sia corrispondenza tra specie dichiarata e offerta.

Attorno al Fileté si muove un sistema di produzione tra i più innovativi. A cominciare dal fatto che si tratta di un filetto di merluzzo preformato (quindi calibrato a garanzia del controllo del food cost) da filetti interi, e non ricomposto, surgelato direttamente a bordo delle navi pescatrici, nella propria zona di pesca FAO. Inoltre è Singol Frozen, il che significa che il prodotto non viene più decongelato per essere lavorato, garantendo quindi le stesse caratteristiche nutrizionali di un pesce appena pescato.

In promo trovate:
• MERLUZZO FILETE’ FIORE GR.80 DAVIGEL KG5
• MERLUZZO FILETE’ GR.120 DAVIGEL KG.6X1
• MERLUZZO FILETTO GR.100 DAVIGEL KG.5X1

Provalo subito, chiedi al tuo agente di zona o scrivi a info@marchispa.com!

ROAT DIVISIONE ITTICO: la nostra scelta per innovare e conquistare il mercato

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Il consumo di pesce, in Italia, è costantemente aumentato in questi anni, arrivando a 28 Kg annui procapite.

Una crescita che denota la riconosciuta se non necessaria utilità del pesce nella dieta umana. E molto, di questa crescita, è dovuto ai consumi fuori casa e al ruolo fondamentale di ristoranti e chef.
L’unico problema è che si tende a consumare poche, pochissime specie di pesce causando, con il tempo, problemi di tutela delle varietà.

A cosa è dovuto tutto questo?
A molti fattori, dalla scarsa reperibilità alle mode gastronomiche, dal colore (vedi il caso del tonno, poco apprezzato quello con le carni rosate, tipo il tonno alalunga che vanta invece carni delicate e gustose, rispetto al colore rosso (a volte ottenuto con nitriti o estratti vegetali per far pensare al pregiato tonno rosso), dalle difficoltà di pulizia (vedi triglie di scoglio o altri tipi di pesce).

La soluzione: Roat Divisione Ittico
A queste problematiche la nostra azienda, con gli altri distributori Foppa taste supporter di Egna (BZ), F.lli Tondini di Cavriana (MN),  RZ Service di Torbiato (BS) ha pensato bene di dare soluzione, affidandosi, per gli acquisti e le consegne ai pubblici esercizi delle regioni Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia, ad un’azienda che, storicamente, è specializzata nel pesce freschissimo, in quello di allevamento sostenibile, il surgelato e nelle varianti dell’ittico come l’affumicato, le uova e il caviale, le conserve e le salse: l’azienda è la ROAT di Mezzolombardo (TN).


Roat è un sinonimo di grande esperienza nel settore ittico
, dapprima nel Trentino dove ha origine l’azienda, operante da quando il fondatore, Beniamino Roat, ottenne dall’imperatore austro-ungarico la concessione di pesca nel lago di Caldonazzo, poi fuori dai confini regionali quando, nel 1954, si trasformò da pescheria in distributore, con selezioni di ittico che, anno dopo anno, diventarono sempre maggiori fino ad oggi che vanta un catalogo completo di ogni specie commestibile.
Infatti Roat ha fornitori che, da ogni parte del mondo, selezionano, con regole che mettono la sostenibilità al primo posto, specie ittiche per i ristoranti italiani.

La scelta dei quattro distributori di avvalersi di un’azienda che vanta una storia fatta di qualità e completezza di  assortimento per servire tre regioni dove la ristorazione ha numeri da capogiro ed è una delle prime motivazioni di scelta del turista italiano e internazionale è una decisione che orienta anche verso la cultura dell’ittico, grazie alla possibilità di fornire i ristoranti e gli chef di molte più occasioni di ricettazione.
Come F.lli Tondini, RZ Service e Foppa Taste apparteniamo al primo gruppo cooperativo attivo nel food service – Cateringross – e sviluppiamo un fatturato aggregato di 95 milioni di euro, con 80 agenti di vendita che ogni giorno visitano circa 6.000 ristoranti nelle tre regioni del Nord italiano.
Ma questo non è che uno degli elementi di forza di questo nuovo gruppo: avere una Divisione Ittico Fresco che consegna ai ristoranti il giorno successivo all’ordine prodotti che arrivano dal pescato italiano, dagli allevamenti sostenibili a livello mondiale e dai più importanti e qualificati mercati ittici italiani significa fornire ai ristoratori che si avvalgono di questo servizio una qualità che non ha precedenti, oltre ad una consulenza e una formazione su quali specie sono le più indicate, in quel preciso momento, per i loro menu.

Le consegne avvengono salvaguardando, con un packaging che garantisce la freschezza costante del prodotto, le proprietà organolettiche dei pesci, suddivisi per ogni tipologia delle oltre 300 che offre Roat Divisione Ittico Fresco.
Un’altra delle caratteristiche di questo ingresso sul mercato da parte dei quattro distributori è il prezzo che sarà sempre concorrenziale rispetto alle dinamiche del mercato, grazie a costi di logistica studiati per essere contenuti.
Uno sforzo di innovazione che ha il suo credo in una frase di Henry Ford: Mettersi insieme è un inizio. Rimanere insieme è un progresso. Lavorare insieme è un successo!

Sei pronto ad esplorare le migliori frontiere del pesce fresco con Marchi Spa?

QUI PUOI SFOGLIARE IL CATALOGO -> Catalogo Roat Divisione Ittico
Contattaci o chiedi al tuo agente di zona!

ROAT DIVISIONE ITTICO: la nostra scelta per innovare e conquistare il mercato

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Il consumo di pesce, in Italia, è costantemente aumentato in questi anni, arrivando a 28 Kg annui procapite.

Una crescita che denota la riconosciuta se non necessaria utilità del pesce nella dieta umana. E molto, di questa crescita, è dovuto ai consumi fuori casa e al ruolo fondamentale di ristoranti e chef.
L’unico problema è che si tende a consumare poche, pochissime specie di pesce causando, con il tempo, problemi di tutela delle varietà.

A cosa è dovuto tutto questo?
A molti fattori, dalla scarsa reperibilità alle mode gastronomiche, dal colore (vedi il caso del tonno, poco apprezzato quello con le carni rosate, tipo il tonno alalunga che vanta invece carni delicate e gustose, rispetto al colore rosso (a volte ottenuto con nitriti o estratti vegetali per far pensare al pregiato tonno rosso), dalle difficoltà di pulizia (vedi triglie di scoglio o altri tipi di pesce).

La soluzione: Roat Divisione Ittico
A queste problematiche la nostra azienda, con gli altri distributori Foppa taste supporter di Egna (BZ), F.lli Tondini di Cavriana (MN),  RZ Service di Torbiato (BS) ha pensato bene di dare soluzione, affidandosi, per gli acquisti e le consegne ai pubblici esercizi delle regioni Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia, ad un’azienda che, storicamente, è specializzata nel pesce freschissimo, in quello di allevamento sostenibile, il surgelato e nelle varianti dell’ittico come l’affumicato, le uova e il caviale, le conserve e le salse: l’azienda è la ROAT di Mezzolombardo (TN).

 


Roat è un sinonimo di grande esperienza nel settore ittico
, dapprima nel Trentino dove ha origine l’azienda, operante da quando il fondatore, Beniamino Roat, ottenne dall’imperatore austro-ungarico la concessione di pesca nel lago di Caldonazzo, poi fuori dai confini regionali quando, nel 1954, si trasformò da pescheria in distributore, con selezioni di ittico che, anno dopo anno, diventarono sempre maggiori fino ad oggi che vanta un catalogo completo di ogni specie commestibile.
Infatti Roat ha fornitori che, da ogni parte del mondo, selezionano, con regole che mettono la sostenibilità al primo posto, specie ittiche per i ristoranti italiani.

La scelta dei quattro distributori di avvalersi di un’azienda che vanta una storia fatta di qualità e completezza di  assortimento per servire tre regioni dove la ristorazione ha numeri da capogiro ed è una delle prime motivazioni di scelta del turista italiano e internazionale è una decisione che orienta anche verso la cultura dell’ittico, grazie alla possibilità di fornire i ristoranti e gli chef di molte più occasioni di ricettazione.
Come F.lli Tondini, RZ Service e Foppa Taste apparteniamo al primo gruppo cooperativo attivo nel food service – Cateringross – e sviluppiamo un fatturato aggregato di 95 milioni di euro, con 80 agenti di vendita che ogni giorno visitano circa 6.000 ristoranti nelle tre regioni del Nord italiano.
Ma questo non è che uno degli elementi di forza di questo nuovo gruppo: avere una Divisione Ittico Fresco che consegna ai ristoranti il giorno successivo all’ordine prodotti che arrivano dal pescato italiano, dagli allevamenti sostenibili a livello mondiale e dai più importanti e qualificati mercati ittici italiani significa fornire ai ristoratori che si avvalgono di questo servizio una qualità che non ha precedenti, oltre ad una consulenza e una formazione su quali specie sono le più indicate, in quel preciso momento, per i loro menu.

Le consegne avvengono salvaguardando, con un packaging che garantisce la freschezza costante del prodotto, le proprietà organolettiche dei pesci, suddivisi per ogni tipologia delle oltre 300 che offre Roat Divisione Ittico Fresco.
Un’altra delle caratteristiche di questo ingresso sul mercato da parte dei quattro distributori è il prezzo che sarà sempre concorrenziale rispetto alle dinamiche del mercato, grazie a costi di logistica studiati per essere contenuti.
Uno sforzo di innovazione che ha il suo credo in una frase di Henry Ford: Mettersi insieme è un inizio. Rimanere insieme è un progresso. Lavorare insieme è un successo!

Sei pronto ad esplorare le migliori frontiere del pesce fresco con Marchi Spa?

QUI PUOI SFOGLIARE IL CATALOGO -> Catalogo Roat Divisione Ittico
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Ittico e Filetè, massima espressione della filosofia Sysco Davigel

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Nella nostra esclusiva promozione dedicata ai prodotti Davigel anche il Filetè di Merluzzo, in più versioni

Come potevamo non mettere a disposizione dei nostri clienti un’eccellenza come il Filetè Sysco Davigel?
Si tratta di un prodotto molto richiesto dal mondo della ristorazione, sia collettiva sia commerciale, per le sue caratteristiche qualitative e per le garanzie di sicurezza alimentare che presenta. Potremmo definirlo un vero e proprio stile alimentare al servizio della comunità.
Del resto Davigel, pone la catena del valore al centro delle proprie azioni considerando il cliente e i suoi bisogni professionali come punto di partenza e di arrivo del lavoro e delle sue produzioni. Il Filetè è forse il prodotto di punta della filosofia produttiva di Davigel, ed è uno dei prodotti più sani e sicuri che il mercato alimentare globale, in questo momento, accoglie.

Perché?
Per tutto il ciclo produttivo, a cominciare dal modo in cui viene pescato e surgelato a bordo; il merluzzo da cui si ricava il Filetè è pescato con i criteri della pesca sostenibile certificati da MSC Marine Stewardship Council, organizzazione internazionale no-profit che stabilisce, nei suoi principi, come la pesca debba lasciare in mare abbastanza pesci da far sì che lo stock possa riprodursi correttamente e come deve essere gestita dalle aziende in modo da adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali.
Alle aziende di produzione certificate, come Davigel, viene rilasciato il famoso marchio blu che determina il rispetto della conservazione della specie, attraverso il test di isoelettrofocalizzazione inoltre, che ci sia corrispondenza tra specie dichiarata e offerta.

Attorno al Fileté si muove un sistema di produzione tra i più innovativi. A cominciare dal fatto che si tratta di un filetto di merluzzo preformato (quindi calibrato a garanzia del controllo del food cost) da filetti interi, e non ricomposto, surgelato direttamente a bordo delle navi pescatrici, nella propria zona di pesca FAO. Inoltre è Singol Frozen, il che significa che il prodotto non viene più decongelato per essere lavorato, garantendo quindi le stesse caratteristiche nutrizionali di un pesce appena pescato.

In promo trovate:
• MERLUZZO FILETE’ FIORE GR.80 DAVIGEL KG5
• MERLUZZO FILETE’ GR.120 DAVIGEL KG.6X1
• MERLUZZO FILETTO GR.100 DAVIGEL KG.5X1

Provalo subito, chiedi al tuo agente di zona o scrivi a info@marchispa.com!